26 Feb

L’economia italiana rallenta nel 2023, ma il Pil resta positivo: le previsioni per il 2024

L’Istat ha pubblicato la nota mensile di dicembre 2023, che fornisce un’analisi approfondita dell’andamento dell’economia italiana nell’anno appena conclusosi e le previsioni per il 2024. Il 2023 è stato un anno di crescita moderata per l’economia italiana. Il Pil è aumentato dello 0,7%, in rallentamento rispetto all’1,4% del 2022. La crescita è stata sostenuta principalmente dalla domanda interna, mentre la domanda estera netta ha avuto un contributo negativo. Il rallentamento della crescita è stato determinato da una serie di fattori:

  • l’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime, che ha eroso il potere d’acquisto delle famiglie e frenato gli investimenti delle imprese
  • la guerra in Ucraina, che ha creato incertezza sui mercati finanziari e ha innescato un’ondata di inflazione
  • il rallentamento dell’economia mondiale, che ha ridotto la domanda di beni e servizi italiani

Tuttavia, l’economia italiana ha dimostrato una certa resilienza di fronte a queste sfide. Il mercato del lavoro ha continuato a migliorare, con il tasso di disoccupazione che è sceso al 7,8%. Il sistema produttivo italiano ha mostrato una buona capacità di adattamento alle nuove sfide, come la transizione digitale e la decarbonizzazione. Le previsioni per il 2024 sono incerte. L’Istat prevede una crescita del Pil dello 0,6%, con un rischio di ribasso. La crescita sarà sostenuta principalmente dalla domanda interna, mentre la domanda estera netta dovrebbe avere un contributo marginale.

I principali rischi per l’economia italiana nel 2024 saranno rappresentati dall’andamento della guerra in Ucraina, che potrebbe determinare un ulteriore aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime, dal rallentamento dell’economia mondiale, che potrebbe ridurre la domanda di beni e servizi italiani e dall’incertezza dei mercati finanziari, che potrebbe frenare gli investimenti delle imprese. In un contesto globale incerto, il Governo dovrà cercare di rafforzare la competitività del Paese con norme e riforme ad hoc.

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