09 Set

Aziende: cresce domanda di profili Stem, ancora pochi i laureati

La domanda di profili tecnico-scientifici in Europa continua a crescere, ma una ricerca ha recentemente mostrato come la percentuale di laureati nelle cosiddette discipline Stem sia ancora bassa in paesi quali Italia, Spagna, Malta, Grecia, Uk, Francia e Germania.

Nel nostro paese la percentuale è del 24,5% e coinvolge solo il 15% di donne. Secondo la ricerca condotta dall’Osservatorio Stem promossa da Fondazione Deloitte e dal Programma di Politiche Pubbliche di Deloitte, più di quattro aziende su dieci avrebbero difficoltà a trovare risorse preparate nelle materie citate. Solo in Germania il trend sarebbe in crescita, con 4 laureati tedeschi e 2 laureate tedesche su 10 con un titolo di studio tecnico-scientifico. 

Dalle interviste al campione di persone intervistato, emerge il grande problema della mancanza di figure adeguate per l’orientamento e del pregiudizio ancora permanente rispetto allo studio di queste materie che richiederebbe tempo e migliori condizioni economiche per via della sua complessità. 
Il mercato del lavoro intanto continua a ricercare questo tipo di competenze e sembra essere è un trend destinato a salire nei prossimi anni. 

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21 Lug

Corsi di formazione per le imprese: TikTok insegna l’utilizzo della piattaforma

Anche le aziende, più o meno grandi che siano, usano TikTok, il social network che sta prendendo sempre più piede negli ultimi tempi. Il colosso ha organizzato un vero e proprio programma di formazione per consentire alle imprese di utilizzare al meglio la piattaforma.

Il programma si chiama “Follow Me” e durerebbe 6 settimane, dando la possibilità alle aziende di imparare, attraverso i corsi, a far crescere il business proprio tramite l’utilizzo del social amatissimo dai più giovani. Far diventare virali i propri servizi e prodotti, riuscire ad ottenere tutorial e recensioni è uno dei modi oggi più indicati per ottenere successo e pubblicità per la propria azienda.

TikTok è un social in fortissima crescita e nell’anno precedente è riuscito ad ottenere ben 4 miliardi di dollari solo in pubblicità. Una crescita che lo sta portando sempre di più ad avvicinarsi alle altre grandi potenze del digitale e che lo stanno rendendo importante risorsa anche per le aziende.

La formazione è fondamentale, lo ripetiamo sempre, in tutti gli ambiti, e lo sa bene anche TikTok che con molta lungimiranza sta preparando piccole e medie aziende per fare il salto di qualità. 

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06 Lug

Lavoro e formazione: Regione Basilicata all’avanguardia con progetto digitalizzazione

A capire l’importanza della formazione sono anche le regioni italiane, che portano avanti interessanti progetti in grado di favorire l’inserimento lavorativo dei giovani. È questo il caso della Regione Basilicata, che sta promuovendo un’iniziativa nel settore dell’utilizzo di software, grazie alla quale 25 giovani lucani troveranno lavoro.
Il progetto in questione proietta la Regione Basilicata “all’avanguardia rispetto tutte le altre d’Italia, su un settore dell’utilizzo di software per le aziende”, come ha anticipato l’assessore regionale alle attività produttive, Alessandro Galella, in occasione della presentazione di uno specifico piano su digitalizzazione e competitività.
I partecipanti verranno formati nell’utilizzo del programma gestionale Saleforce, tra i software “più utilizzati al mondo tra le grandi aziende”. Potranno accedere al programma di formazione giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni che abbiano conseguito un diploma presso un istituto tecnico informatico.
Grazie al corso sarà possibile per loro lavorare in tutto il mondo. La formazione è la strada maestra per l’inserimento lavorativo dei giovani e per la realizzazione di progetti importanti a tutti i livelli. Un approccio lungimirante quello della Regione Basilicata, che potrebbe essere seguito anche da altre regioni italiane. 

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01 Giu

Formazione e transizioni tra i temi del G7 di Wolfsburg

La formazione è stata uno dei temi affrontati al G7 di Wolfsburg alla riunione dei ministri del Lavoro “Just Transition – Make it Work”. All’incontro ha partecipato anche il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando.      
Tanti i temi trattati, tra cui l’impatto sul lavoro e sulle politiche per l’impiego del conflitto in Ucraina, il rafforzamento dell’occupabilità in tempi di cambiamento strutturale, l’accompagnamento dei cambiamenti climatici e della transizione green e il miglioramento della sicurezza e salute sul posto di lavoro.

“I cambiamenti strutturali in corso – ha spiegato il ministro Orlando – impongono anche una riflessione sugli strumenti di sostegno alla ricerca di lavoro. Dobbiamo potenziare e adattare le politiche di attivazione alle mutate esigenze del mercato del lavoro, nel quale le transizioni saranno sempre più frequenti e rapide. Di fronte a tali sfide, il riferimento al quadro europeo è per noi essenziale. Anche grazie ai Fondi della Recovery and Resilience Facility abbiamo introdotto in Italia una riforma delle politiche attive, che abbiamo chiamato Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori, con una strategia per le nuove competenze, che mira a creare le condizioni per una migliore e più efficace formazione delle persone lungo tutto l’arco della vita”. 

“Molti adulti hanno difficoltà a conciliare i tempi di vita e di lavoro con quelli della formazione – ha concluso il ministro Orlando – e tutto il peso non può essere scaricato sul lavoratore. Non tutte le imprese hanno i mezzi adeguati per formare il proprio personale e molti cittadini non hanno la consapevolezza dell’importanza della formazione e la ritengono ininfluente sulle loro prospettive di crescita. In questo contesto, il nostro compito è quello di rendere la formazione sempre più flessibile e fruibile, anche attraverso le nuove tecnologie; di incoraggiare le imprese a formare i propri dipendenti per incrementare la produttività e infine di migliorare la qualità dei percorsi formativi per renderli più attrattivi e in linea con le esigenze del mercato del lavoro e delle aspirazioni professionali dei cittadini”. (nota del Ministero del Lavoro)

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18 Mag

Imprese femminili: 200 milioni dal Mise per Imprese ON e Smart&Start

Il Ministero dello sviluppo economico ha disposto il rifinanziamento di alcune misure a sostegno dell’imprenditoria femminile: gli interventi riguardano sia le Imprese ON (Oltre Nuove Imprese a Tasso zero), a supporto della creazione di piccole e medie imprese e auto imprenditoria, che le Smart&Start, a supporto di startup e PMI innovative. Il rifinanziamento è di 200 milioni di euro, su un ammontare complessivo di 400 milioni di euro, andando dunque a completare un quadro di interventi nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza, volti alla creazione, sviluppo e consolidamento di imprese a guida femminile. 
Il Mise ha disposto che a partire dal prossimo 19 maggio potranno essere presentate le domande per le agevolazioni previste da Imprese ON e Smart&Start. È data inoltre la possibilità di finanziare anche i progetti già presentati dal 1 febbraio 2020 che rispettino i requisiti indicati dal PNRR. Per le misure Imprese ON e Smart&Start sono previste agevolazioni con finanziamenti a tasso zero e contributi a fondo perduto. In stessa data verrà aperto lo sportello online per l’invio delle domande di incentivo relative a nuove imprese o costituite da meno di 12 mesi.
Ha preso il via in questo mese di maggio il Fondo impresa femminile del Mise che incentiva le donne ad avviare e rafforzare nuove attività per realizzare progetti innovativi nei settori dell’industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, servizi, commercio e turismo. Gli sportelli online per la presentazione delle domande saranno gestiti da Invitalia per conto del Ministero dello sviluppo economico, spiega in nota il Mise. “Sono state 2.426 le nuove imprese o costituite da meno di 12 mesi che hanno iniziato a compilare la domanda nel primo giorno di apertura della piattaforma del Fondo Impresa Femminile, il nuovo incentivo del Mise gestito da Invitalia. In particolare, la procedura è stata avviata da 1609 nuove imprese italiane non ancora costituite, 479 da imprese italiane già costituite, 335 da lavoratrici autonome, 3 quelle pervenute da imprese estere. Il maggior numero di compilazioni in corso è avvenuto nelle regioni Lombardia, Lazio, Piemonte e Veneto” riporta in nota la società Invitalia.

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10 Mag

Formazione 4.0: il decreto aiuti aumenta il credito d’imposta per le imprese

Il decreto aiuti, emanato per sostenere famiglie e imprese introducendo misure per limitare gli effetti della crisi in Ucraina, ha introdotto un’importante novità in fatto di formazione 4.0 per le imprese, aumentando il credito d’imposta 2022 per investire in beni immateriali. 
Per rispondere alla carenza di competenze professionali adeguate ai processi di trasformazione tecnologica e digitale viene incrementata l’aliquota del credito d’imposta per la formazione, dal 50 al 70% per le piccole imprese e dal 40 al 50% per le medie imprese. L’incremento del credito d’imposta per i beni strumentali immateriali 4.0, nello specifico l’aliquota sale dal 20 al 50 per cento fino al 31 dicembre 2022 o 30 giugno 2023 se è stato effettuato un pagamento in acconto pari almeno al 20% del valore dei beni.

È prevista una certificazione dei risultati conseguiti in termini di acquisizione e consolidamento delle competenze. Le spese in questione devono essere finalizzate all’acquisizione o al consolidamento delle competenze tecnologiche. 
La misura del credito d’imposta per la formazione 4.0 trova la sua radice nel Piano di Transizione 4.0 ed oggi ottiene finanziamenti anche dai fondi del Pnrr. Le attività formative in questione devono riguardare l’acquisizione o il consolidamento di conoscenze tecnologiche quali, ad esempio, i sistemi di visualizzazione e realtà aumentata, la robotica, big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, cyber security, sistemi cyber-fisici. Trattasi di attività che si differenziano da quelle di formazione ordinaria che già conosciamo. 
La formazione deve riguardare devono il personale dipendente, sono esclusi invece i collaboratori con contratti lavorativi diversi.

“Le misure per gli investimenti – ha dichiarato il Ministro Giancarlo Giorgetti, titolare del Mise – consentono di guardare con fiducia al futuro per le imprese più innovative, in particolare nei settori strategici finanziati dall’IPCEI cioè quelli dell’idrogeno, del cloud, della microelettronica e della sanità” (nota Mise).

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03 Mag

Ambiente, sociale e governance: le nuove pietre miliari della formazione delle imprese

La sostenibilità è un tema che deve riguardare tutti nel mondo aziendale, nessuno escluso. Un maggiore coinvolgimento di tutti i protagonisti del mondo “impresa” ed una formazione sempre più sofisticata ed attenta è la direzione presa dai grandi colossi della consulenza strategica, che in collaborazione con eccellenze della formazione hanno deciso di spingere per un maggiore coinvolgimento delle imprese sul tema della transizione ecologica.
Veramente lungimirante è l’esempio dato dal programma di Bain & Company lanciato insieme alla SDA Bocconi e rivolto a tutti i 700 dipendenti italiani, nato con l’obiettivo di “fare di più”. È stato dunque strutturato un programma di formazione sui cosiddetti temi ESG, ossia ambiente, sociale e governance per tutti i 700 dipendenti italiani di questa grandissima azienda, considerando assolutamente ogni tipo di categoria. 

Priorità dell’azienda con sede principale a Boston è secondo i suoi manager quella di costruire e rafforzare le competenze in materie di sostenibilità, in quanto strategica per il business e per le strategie aziendali.  Ad oggi, sottolineano i responsabili, l’attenzione alla sostenibilità avviene principalmente su spinta esterna, ma è necessario ad oggi che questa sfida diventi “interna” e parte della cultura aziendale, in maniera tale da andare ad operare sul capitale umano.  La formazione riguarderà 300 dipendenti Bain nel 2022 e gli altri nel 2023, con formazione sia ibrida sia virtuale sia in aula, che attraverso l’uso di podcast integrativi.
Il progetto e il cammino della sostenibilità, deve essere compiuto in maniera unita e condivisa e sono per fortuna ad oggi sempre di più le realtà che se ne stanno accorgendo.

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12 Apr

Lavoro: il PNRR per il miglioramento delle politiche di formazione

l tema delle politiche di formazione e del loro miglioramento tramite l’attuazione del PNRR è stato affrontato la scorsa settimana dal ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Andrea Orlando, intervenuto nell’ambito dell’indagine conoscitiva promossa dalla XI Commissione Lavoro al Senato sul tema “Strumenti di ingresso nel mercato del lavoro: stage, tirocinio, apprendistato”. 

L’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si conferma essenziale per lo sviluppo economico del Paese, dunque del sistema lavoro, potenziando la formazione finalizzata all’inserimento. 

“Sul tema dell’apprendistato e della formazione duale – si legge nell’intervento integrale del Ministro Orlando – siamo al lavoro naturalmente anche sull’attuazione del PNRR. Grazie a questi fondi europei straordinari, abbiamo previsto importanti investimenti su numerosi fronti, tra cui il miglioramento delle politiche di formazione. Già nel programma Garanzia di occupabilità dei lavoratori (GOL), che era stato impostato prima del mio insediamento al Ministero e varato alla fine dello scorso anno, d’intesa con le Regioni e per il quale sono previsti 4,4 miliardi di euro, i giovani figurano come un target chiave nei confronti dei quali avviare politiche attive che valorizzino le competenze e l’inserimento nel mercato del lavoro.

Le risorse di GOL – anticipa il Ministro – saranno preziose anche per sperimentare strumenti nuovi finalizzati a una maggiore e migliore integrazione tra l’offerta di lavoro qualificato e la richiesta di competenze da parte del tessuto produttivo nazionale. Anche alla luce delle transizioni energetiche e ambientali, diventa sempre più frequente un mismatch nei comparti maggiormente colpiti dalle transizioni stesse e in quelli che hanno beneficiato di una maggiore spinta di investimenti anche grazie al PNRR. 

Al fine di ampliare l’offerta di formazione per i disoccupati e i soggetti in transizione, anche grazie alle risorse di GOL, il Ministero con ANPAL sta attualmente lavorando all’ipotesi di creazione di network nazionali di scuole altamente specializzate su questi comparti, realizzate da parternariati che prevedano un coinvolgimento diretto delle imprese leader del settore.

A questo si aggiunge il rafforzamento del sistema duale, per il quale sono previsti 600 milioni di euro del PNRR. Questo importante investimento si affianca alla spesa ordinaria del Ministero per l’Istruzione e la formazione professionale, che nel 2020 si è attestata ad oltre 325 milioni di euro, con particolare attenzione al sistema duale in quanto via principale per la realizzazione di politiche di transizione scuola-lavoro, anche nell’ottica di far acquisire agli studenti/apprendisti competenze spendibili all’interno dei diversi contesti lavorativi.

L’investimento aggiuntivo nel Piano di Ripresa e Resilienza si pone nella prospettiva di progredire dalla fase di sperimentazione della “via italiana al sistema duale” verso una fase di progressiva e strutturale transizione duale sia dei sistemi della formazione professionale sia del sistema delle imprese, attraverso la standardizzazione delle misure, l’ampliamento dell’offerta di apprendimento duale su tutto il territorio nazionale, il rafforzamento in chiave di filiera dell’offerta formativa duale e il rafforzamento della propensione delle imprese nell’utilizzo dell’apprendistato e della capacità formativa delle imprese stesse” riporta la nota Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

La formazione resta dunque asse portante della ripresa, funzionale alla costruzione e all’inserimento della classe lavorativa nel nostro sistema. È sempre più chiaro come non solo la politica, ma tutto il mondo della Formazione debba saper guardare con attenzione al proprio futuro e agli obiettivi da realizzare. Un grande e positivo cambiamento è in atto e tutti devono partecipare. 

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05 Apr

Apple investe sulla formazione: un fondo per i dipendenti dei fornitori

La formazione, oltre che un’esigenza, è un investimento e lo sanno benissimo le grandi multinazionali. Apple è capofila in tal senso: il colosso americano ha lanciato un fondo da ben 50 milioni di dollari destinato alla formazione dei dipendenti dei fornitori. 
Il fondo denominato “Supplier Employee Development Fund” ha il compito di creare offerte formative per i dipendenti di aziende di fornitori che collaborano con la Apple negli Stati Uniti, in Cina, in Vietnam e in India. Finora sono stati formati ben 5 milioni di dipendenti nel mondo, la maggioranza dei quali è parte integrativa della cosiddetta “supply chain”.
Scopo del fondo è quello di sviluppare sia competenze tecniche legate alla produzione e alla gestione economica, che competenze in grado di proiettare i dipendenti nel futuro, dunque legate alla robotica, alla programmazione e alla produzione ecosostenibile. Un aspetto innovativo ed importantissimo è quello legato allo sviluppo di skills relative allo sviluppo psicologico dei dipendenti, al quale le aziende iniziano finalmente a porre attenzione. 
La formazione viene attuata attraverso corsi, sia in digitale e che in presenza. Sono di volta in volta le stesse aziende fornitrici a decidere come regolarsi, se scegliere i dipendenti destinati allo scopo oppure far aderire in maniera volontaria. La strategia di Apple è quella di dare a 100mila persone entro il 2023 una nuova formazione legata al fondo. Va sottolineato come fin dal 2008 la multinazionale abbia finanziato corsi sulla sensibilizzazione sui diritti umani. Oggi l’attenzione viene anche ufficializzata da una partnership piuttosto significativa con l’Organizzazione Internazionale per il Lavoro e con l’Organizzazione Internazionale per le Migrazione, 
Responsible Recruitment Toolkit, con l’obiettivo di ottenere assunzioni responsabili. Vi sarà anche un report annuale che mostrerà i risultati e la situazione di tutta la filiera lavorativa rispetto ad obiettivi globali come quello della sostenibilità e del miglioramento delle condizioni lavorative di tutta la filiera. La condizione per lavorare con Cupertino sarà proprio il rispetto degli standard fissati.
Rispetto dei valori umani e rispetto del pianeta. Le grandi multinazionali, Apple in primis, stanno cambiando ed orientando le loro azioni verso questi nuovi obiettivi, consapevoli che porteranno a business ancora più fiorenti e ad un mondo, si spera, migliore. 

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22 Nov
22 Nov
26 Set

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